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sabato 11 giugno 2011

Il mondo è come lo fai dentro la testa lo sai......


"Il mondo è come lo fai, dentro la testa lo sai,
 
lo sai o no, lo sai o no, o no?? 
Il mondo è come te, 
non gioca mai per perdere, lo sai..lo sai..
Il mondo è come te,
equilibrio instabile, lo sai..lo sai..
Il mondo è come te, 
ombra e luce, guerra e pace, pace..pace..
Il mondo è come te,
risposte imprevedibili, lo sai..lo sai..
Il mondo è in ognuno di noi, 
tu sceglieti il mondo che vuoi,
viviti il mondo che hai,,
                                         Reggae National Tickets 




10/06/2011 ore 8.40 a.m.


Stato d'animo: agitazione adrenalinica
Ieri sarebbe stato il giorno della verità, ovvero del responso riguardante data dell'autotrapianto.
Arrivo in ematologia e scendo al piano -1.
Mi accoglie un'infermiera che subito mi chiede " non hai fatto colazione vero?"
"Dobbiamo fare i prelievi e alle 9 hai l'ecocardio transesofageo prenotato"

Peccato che nessuno mi aveva avvisato ed io mi ero svegliata e avevo già ingurgitato due pacchi di biscotti annegati in una tazza di caffè e latte... D'improvviso cado dal pero e rispondo "veramente non mi hanno detto nulla".

E lei :" Beh, iniziamo a fare i prelievi"

Ed ecco che l'incazzatura dentro di me sale e inizio a trasformarmi... Da Cenerentola a Mike Tyson in 5 minuti......
L'ECOCARDIO TRANSESOFAGEO?????!!!!!!!
Mi avevano detto che non l'avrei più fatto quell'esame...

Per intenderci e farvi capire il motivo dell'incazzatura:

L'ecocardiogramma transesofageo è una variante dell'ecocardiogramma utilizzata in certi casi particolari in cui tale tecnica produrrebbe risultati incompleti. Spesso, infatti, problemi toracici o polmonari impediscono una completa valutazione di tutte le strutture del cuore con la normale tecnica ecografica. A ciò si ovvia con l'ecocardiogramma transesofageo, che sfrutta il fatto che all'interno del torace c'è l'esofago, che passa dietro al cuore. Allora, attraverso l'esofago s'inviano al cuore gli ultrasuoni, che altrimenti non gli arriverebbero. Come si esegue? Il paziente deve sdraiarsi su un lettino, disponendosi sul fianco sinistro. A questo punto gli viene inserita attraverso la bocca una particolare sonda nell'esofago (il "tubo" che dalla gola arriva fino allo stomaco), da dove vengono poi ottenute le immagini del cuore. L'esame dura circa una ventina di minuti. L'inserimento della sonda è alquanto fastidioso, ma può essere facilitato da un'anestesia locale (simile a quella eseguita dal dentista).
P.S. Per eseguire L’ecocardiogramma transesofageo è necessario non mangiare o bere dopo la mezzanotte del giorno dell’esame. 

Beh, dato che non è un esame molto piacevole, avrei almeno preferito essere avvisata...
Comunque, incazzatura a parte, ho pensato, se è da fare si fa e basta.
Mi siedo per i prelievi, giro l'occhio e vedo 15 provette vuote.... Penso... saranno anche quelle degli altri...
E invece sorpresa!!! Tutte mie!!!
Penso che quel sangue avrebbe potuto sfamare per un anno una popolazione di zanzare :-)
Il problema era solo trovare l'accesso venoso perché il catetere venoso centrale mi era stato rimosso in quanto si era guastato...
E adesso c'era da divertirsi...
Fatto presente all'infermiera che tutte le vene del braccio erano chiuse (e ormai le mie vene le conosco benissimo), lei vuole provare lo stesso.... 
Primo buco sul braccio: nulla, come già accennato senza essere ascoltata la vena era sigillata
Secondo buco: rottura vena sulla mano, goduria immensa....
Allorchè arriva l'altra infermiera che, con decisione, riesce a trovare la vena.
Finito il prelievo, mi lascia due micro provette per l'esame delle urine...
E qui viene il bello...
Vado in bagno, ma ditemi voi come cavolo fa una donna a centrare il buco di una provetta??
Mi sembrava di essere la sorella di Ben Stiller e la cosa più bella era che trovavo comicamente surreale tutta la situazione...
E pensavo...nemmeno UDINI' riuscirebbe.....
Mah....
Comunque, vittoriosa alla fine della prova quasi olimpionica, vado in pneumologia a fare la spirometria.

Mentre facevo l'esame (che consiste nel soffiare ed inspirare in un tubo su indicazione del tecnico) mi veniva da ridere perché pensavo al tipo di lavoro del tecnico...
Pensate ad una persona che passa tutta la mattina a urlare ed incitare il paziente ad inspirare ed espirare con versi del tipo 
"su su su su su su!!!!!!" e poi " giù giù giù giù" o " veloce veloce veloce veloce" e "dentro dentro dentro" seguito da un "fuori fuori fuori fuori" con un'inflessione della voce che incita il paziente a dare il meglio di sè in quel momento...
Sembrava il traguardo di una gara podistica e mi sentivo idiota perché mi veniva da ridere in un momento del genere...
Ad un certo punto soffio e mi si blocca il flusso d'aria...
E il tecnico indispettito "come mai non soffia?"
Ed io "non riesco"
Dopo aver messo a dura prova i miei polmoni soffiando a vuoto, si scoprì poi che era finita la bombola....
Attesa ....
Finalmente terminato l'esame mi reco in cardiologia per eseguire questo benedetto ecocardio....
Un'altra buona mezz'oretta e finalmente parlo con il medico spiegandogli quello che avevo mangiato...
E sorridendo mi rivolgo a lui "le faccio gli auguri per l'esame....spero per Lei di non stare male"
E lui mitico risponde "al massimo fai come il film horror SUSPIRIA"


Dopo questa parentesi da cabaret arriva il mio turno....


Altro buco nel braccio per posizionare un accesso venoso (e mi chiedo ma con tutti i cavolo di buchi che mi avevano fatto non potevano mettermelo prima il cateterino??!!)
Beh, comunque, mi siedo sul lettino e l'infermiera dice al medico "quanto valium?" e lui "2 cc"
Dopo un minuto "senti qualcosa?"
Io non sentivo molto e allora il medico "ancora un cc"
Devo dire che ho dei ricordi vaghi dell'esame a parte l'immensa voglia di tossire e l'esofago che mi insultava mentre mi infilavano il tubo....

Comunque anche questa volta è andata.....

Così dopo avermi ribaltato come un calzino sono tornata al reparto trapianti finalmente per avere una risposta e sapere la data del ricovero e parlare con i medici.
E come ciliegina sulla torta di una giornata sfiancante mi accoglie l'infermiera e mi dice: " allora ci vediamo giovedì 23 giugno per la visita?"

Se non mi fossi tenuta la mandibola con la mano mi sarebbe caduta a terra... 

Ed io mi ero svegliata la mattina ignara di tutto pensando che mi avessero dato l'appuntamento quel giorno stesso per una semplice visita ed un responso.....
E' come dire ad una persona che ha vinto un viaggio ai Caraibi e poi, il giorno della partenza, comunicarle che era una bufala....

A conclusione di tutto, mi resta solo da dire che SE LA PAZIENZA E' LA VIRTU' DEI FORTI  io sto diventando HIGHLANDER.....

L'ultima cosa che mi fa riflettere è questa...
Entrando in ospedale mi sono venute in mente tantissime sensazioni...
Quello che ho vissuto quando stavo male, il ricovero, la sofferenza e più mi guardavo intorno più i miei occhi incrociavano sguardi di persone che si sentono perse, sguardi intimoriti, dubbiosi e tristi....
E ho pensato che forse, nonostante tutto quello che ho passato, io non mi sono mai sentita così...
Probabilmente non ho mai accettato di essere malata o magari non mi sono mai sentita tale....
E non dico che a volte per me sia stato un casino immenso, un miscuglio di sensazioni mai provate...
La rabbia e il dolore che si scontrano con la paura, e di colpo una risata mette a tacere tutto...

E i momenti di sconforto ho capito che sono importanti tanto quanto quelli di felicità.

E capitano delle sere durante le quali l'unica cosa che mi va di fare è stare sola e non sentire nessuno, prendermi dei momenti di disperazione perchè anche quelli servono e tanto per poi rialzarsi con più forza...
E poi la mattina mi rialzo e inizia un altro giorno splendido da vivere...
E la vita è meravigliosa per questo, perché un attimo prima mentre stai ridendo puoi scoppiare a piangere, poi cadere, ferirti e subito dopo rialzarti...
Questo fa capire il valore di tutto ciò che vivi e che la sofferenza è importante quanto la gioia...

In quel reparto in quel momento, mentre mi guardavo intorno, una sensazione di voler aiutare quelle persone mi ha assalito, la voglia di dar loro speranza, di far capire che le cose si possono guardare in modi diversi, bisogna volerlo...
Ma poi mi fermo, rifletto e mi dico che questo è un percorso che ognuno affronta come sente, come prova e come crede e probabilmente è giusto così...

Possiamo scegliere di guidare una bicicletta mezza scassata pensando di avere tra le mani l'ultimo modello di mountain bike o pensando a quanto siamo sfortunati a portare in giro un rottame simile....
A tutto c'è rimedio finché c'è un modo per risolvere le cose e sta a noi cercare la strada migliore da percorrere...

E lo dobbiamo a noi stessi.

E dobbiamo lottare per i soldati come noi che non hanno speranza di cura al contrario di chi ha patologie curabili... lo dobbiamo a noi stessi, ma anche a loro, perché in qualche modo vivranno con noi. E questa cazzo di guerra dobbiamo vincerla!!

E' proprio vero...


IL MONDO E' COME LO FAI DENTRO LA TESTA LO SAI.......






3 commenti:

  1. quel tipo di sguardo è quello che fa pensare ogni sera di aver fallito col nostro compito.

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  2. Ogni morte genera rinascita e finché si è vivi c'è un rimedio a tutto, anche se la soluzione ci sembra impossibile, anche se non la riusciamo a vedere. Ma non la vediamo perché siamo noi a non volerlo fare...
    "Accadono cose che sono come domande.
    Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita risponde"

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  3. Ti abbraccio.

    Ho vissuto un'avventura simile con le tue stesse sensazioni, reazioni, riflessioni. Mi sorprende quanto abbiamo in comune pur senza conoscerci. In bocca al lupo!!!! Aspetto nuove mirabolanti avventure a lieto fine! ;)

    Leti

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